Sterilizzazione perfetta


Ovunque si senta l’esigenza di mantenere un ambiente che sia pulito il più possibile, sopratutto per la strumentazione, viene utilizzata l’autoclave http://www.maisonbeautebiella.it/.

 

 

Non a caso la sterilizzazione tecnica degli strumenti sanitari avviene tramite il contatto dell’oggetto con aria calda la quale agisce per ossidazione dei componenti cellulari. La procedura più affidabile è quella a “calore umido”.

La sterilizzazione, definita appunto a calore umido è una tecnica che sfrutta l’azione del vapore fluente o saturo, andando a eliminare i microrganismi con la denaturazione delle loro proteine e delle bio-molecole.

La sterilizzazione in autoclave è quella più diffusa perché è economica, ma sopratutto non è tossica come accade per i prodotti con cui si effettua la disinfettazione.

L’autoclave funziona proprio come una pentola a pressione, in quanto fa bollire l’acqua a temperature più alte. L’acqua bolle a 100°C alla pressione di 760 mmHg, aumentando la pressione l’acqua bolle. L’autoclave a temperature maggiori ottiene la distruzione dei microbi in tempi più brevi.

Per sterilizzare a dovere, il vapore deve penetrare in tutte le parti del materiale e starvi in contatto per un certo tempo senza che rimangano sacche d’aria.

I parametri corretti per raggiungere tale obbiettivo sono stati individuati dalla Commissione Tecnica Europea CEN TC WG 5, in un documento siglato prEN 13060 che definisce tre classi di autoclavi in relazione alla capacità di sterilizzare vari tipi di carico.

La normativa stabilisce prima di tutto le categorie il giusto vapore saturo. Le autoclavi di classe B sono in grado di sterilizzare qualunque tipo di carico, le autoclavi classe N solo i carichi solidi non imbustati, le autoclavi classe S riempiono il vuoto fra la B e la N e deve essere specificata dal costruttore la loro capacità.

Quindi la variazione deriva appunto dal luogo specifico in cui si andrà ad utilizzare questo strumento. Strumenti del genere, sono fondamentali in ambienti dove c’è bisogno di prevenzione, non solo per i pazienti/clienti ma anche per gli addetti ai lavori. Ecco perché capita di utilizzarla in Centri estetici o in centri medici, come dal Dentista.

Ecco perché si trova spesso nell’ambito bio-medico, per sterilizzare la strumentazione ed evitare il contagio attraverso i pericolosissimi agenti batterici o virali. Comprende anche tutte quelle attività che ha a che fare con liquidi corporei, anche lo studio del tatuatore ha bisogno di dotarsi di un autoclave, che rimane ad oggi il metodo più sicuro per sterilizzare le apparecchiature utilizzate durante l’applicazione di un tatuaggio.

È fondamentale, per la corretta sterilizzazione della strumentazione, far rimanere i prodotti all’interno della macchina per il periodo necessario, periodo che varia in base alla tipologia di sostanze da rimuovere. Varierà quindi in funzione della temperatura raggiunta dal vapore e soprattutto dalla pressione applicata.

I tempi variano in genere dai 4 ai 10 minuti, anche se ovviamente ogni macchina, con le sue precise regolazioni di funzionamento, indicherà il limite preciso da superare per avere una strumentazione in ordine e libera da ogni rischio di contagio.